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Al di là di ogni ragionevole pettegolezzo

Wikipedia si autosospende e grida alla censura. L’oscuramento degli snodi informatici è l’ultima frontiera della protesta sindacale, il neoilluminismo cibernetico illude gli ingenui di poter strappare il velo di Maya della conoscenza accademica e dell’informazione giornalistica appaltando alla spontanea ignoranza di cavalieri erranti della rete la missione donchisciottesca di abbattere i mulini a vento della propaganda e della menzogna di Stato, ma di fatto gli sostituisce solo una propaganda e una menzogna di paese. Cose che un tempo il limite tecnologico relegava a chiacchere e volgarità da osteria oggi son divenute grazie al mezzo informatico verità incontestabili sotto il sigillo sacro della libertà d’informazione e d’opinione. Una nazione il cui sistema giuridico si fonda sul ragionevole pettegolezzo non può che ritenere sfumati i contorni della diffamazione e della calunnia, che si vanno a confondere con una Verità rivelata entro al verdetto di una verità processuale, ovvero costruita (probabilistica). Vasco Rossi ha scoperto a sue spese questo aspetto imprevisto del progresso, per il quale lui per primo tanta ala vi stese: eterogenesi dei fini ! Questo è il compimento e la dissoluzione della democrazia, che sofisti e magistrati vorrebbero trasformata non in repubblica delle virtù (chè di virtù non ne hanno nemmeno l’ombra) o in società senza classi, bensì in società senza privato.

(pubblicato dall’autore anche nella sezione Hyde Park Corner de Il Foglio.it, 06/10/11)

 
 

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Le 120 giornate di Sodoma

A Strasburgo i nostri rappresentanti hanno approvato a maggioranza quasi assoluta una risoluzione che riconosce agli omosessuali, fra le altre cose, il “diritto alla famiglia”. Abbiamo così avuto certificazione, se mai ne avessimo avuto bisogno, che la lezione magistrale del Papa al Bundestag è stata un’ennesima perla gettata ai porci che si ingozzano ad ogni trogolo parlamentare: il diritto positivo è fondato su un paralogismo e come tale è fonte vivace di paradossi, spinto al suo estremo non si limita più soltanto a consentire l’innaturale ma pretende anche di ratificare  l’impossibile. Questo del parlamento europeo è un paradigmatico esempio di potere esercitato separatamente dalla giustizia: se la natura ha concesso la generazione solo fra un maschio e una femmina non si comprende in che modo si possa estendere tale diritto anche a due maschi o a due femmine se non prima spogliandone i suoi detentori originari, la cui complementarietà sessuale e genetica diverrebbe dunque funzionale alle pretese degli omosessuali. In tal senso ben si coniugano queste pretese, che sono in sostanza l’accesso all’istituzione matrimoniale (e alle sue prerogative economiche) e l’adozione di bambini, con l’impotentia generandi che flagella le coppie occidentali, le quali possono così trovare uno sfogo sensato alla fregola e magari un profitto extra-lavorativo nel produrre figli per altri. Il diritto, preso in quest’accezione, diviene l’arte fraudolenta di aggirare i decreti immutabili della natura, delegando alle propaggini mefistofeliche della tecnica il compito di realizzare i sortilegi promessi dal patto faustiano stretto da un popolo con i suoi governanti, i quali dovranno quindi assicurare non solo figli ai sodomiti ma anche metamorfosi transessuali, elisir d’eterna giovinezza, pozioni infanticide, vite di durata biblica e qualsiasi altro parto mostruoso della fantasia il cui costo si possa scaricare sull’assistenza sanitaria. Quando i diritti umani oltrepassano i diritti naturali divengono diritti divini, e questi agli uomini non sono concessi.

(pubblicato dall’autore anche nella sezione Hyde Park Corner de Il Foglio.it, 29/09/11)

 
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Pubblicato da su 29 settembre 2011 in Attualità, Diritto, Filosofia, Politica, Scienza

 

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“Guardatevi dagli uomini, perchè vi consegneranno ai loro tribunali” (Mt 10, 17)

A quanto si dice stanno preparando un processo al Papa nel sinedrio dell’Aja, e parafrasando Tertulliano possiamo dire: credimus quia absurdum! La follia e la superbia degli uomini segretamente uniti nel sodalizio sordido del peccato hanno esondato dagli argini del ridicolo e del grottesco, ormai qualsiasi falso pretesto è buono per chiamare in giudizio le pecorelle di Cristo e mandarle al macello della pubblica infamia, dinamica questa che è storicamente destinata a concludersi in qualche martirio di sangue. Altri hanno già chiarito esaustivamente le ragioni per cui non è possibile nè verosimile imputare a Benedetto XVI la responsabilità dei peccati dei suoi figli, come se a seguito di un omicidio arrestassero il padre o i docenti dell’omicida perchè sono stati loro a educarlo, questo è il compimento paradossale di una cultura antropologica che pensa gli uomini come tutti buoni di natura e di conseguenza fa ricadere i peccati dei figli sul gravame ereditario dei padri, che è il rovesciamento del noto proverbio scritturistico. Se questa cultura fosse vera allora la responsabilità di tutti i peccati del mondo sarebbe infine da imputare al Padreterno, non agli uomini che liberamente scelgono di seguire il Maligno, e bisognerebbe chiamare in giudizio Dio in persona…che è poi quanto è stato storicamente fatto a Gerusalemme nella notte in cui Egli fu tradito e consegnato prima al tribunale religioso di Caifa e poi a quello “laico” di Pilato per la salvezza dei peccatori. Oggi gli occidentali saltano il giudizio sacerdotale sulle bestemmie teologiche dei cristiani, che è quanto invece ancora compiono i musulmani applicando la Sharia, e procedono direttamente al giudizio statale o imperiale (Unione Europea?) sui presunti reati penali degli stessi, per i moderni farisei non v’è scusa migliore per commettere ingiustizia nè divinità più apollinea a cui offrire sacrifici umani di una legge anonima e senza volto, che in democrazia è la perfetta maschera dietro a cui si nasconde la sete di sangue del popolo sovrano e di ogni giudice tristo.

(pubblicato dall’autore anche nella sezione Hyde Park Corner de Il Foglio.it, 17/09/11)

 
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Pubblicato da su 15 settembre 2011 in Attualità, Cristianesimo, Diritto

 

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Il sesso degli angeli

L’Accademia delle Scienze Americana riporta oggi la tesi, risultato di una ricerca scientifica, che i maschi sarebbero naturalmente progettati per avere figli, e come prova di ciò ne sia che alla nascita di quest’ultimi i livelli di testosterone nel maschio si abbassano per consentire alla prole di essere accolta e accudita dal novello padre, che invece in precedenza era anche fisiologicamente incline all’aggressività e alla competizione, qualità inadatte alla progenitura. La biologia moderna ci dimostra quello che qualsiasi adolescente in tempesta ormonale può immediatamente capire, ovvero che il maschio è fatto per accoppiarsi con una femmina, la natura non può contraddire se stessa e per questo appronta i mezzi fisiologici affinchè il frutto della procreazione sia favorito al suo nascere e non vada perduto a cagione della ferinità dei procreanti. L’istinto materno e quello paterno sono comuni agli uomini e agli animali, non sono virtù etiche o dianoetiche, per questo è impossibile che non abbiano una base biologica (livelli di testosterone), e se non esistessero la vita tutta su questa terra non avrebbe mai oltrepassato Adamo ed Eva. A questa semplice considerazione scientifica sopraggiunge poi come avvoltoio sul morto la cultura moderna, democratica ed egualitaria, che non può concepire alcuna virtù e in ragione di questo femminilizza i costumi, ovvero indebolisce la vita in favore del benessere. La virtù è per definizione l’essenza di un vir, di un uomo, e come dice Aristotele è aristocratica (anche qualora a praticarla sia un plebeo), è cioè un metro di diseguaglianza fra gli uomini e per questo nei regimi democratici le sue varie forme sono schernite e sostituite dai loro contrari, che non sono virtù in quanto sono alla portata di chiunque, inclinazioni in discesa di anime vegetanti. In tal modo l’età moderna chiama bigottismo la devozione agli Dei e le sostituisce l’idolatria, chiama arroganza l’alterigia e la magnificenza e sostituisce loro l’abiezione e il cattivo gusto, chiama aggressività l’onore e gli sostituisce l’accidia e la viltà, e così via. Per gli antichi il contrario di ogni virtù era compendiato nell’animo femminile, non si concepiva una virtù che fosse pegno di femmina, il cristianesimo ha rovesciato questo assunto mostrando che se le virtù cardinali sorgono fiere dall’anima dell’uomo sono invece le donne a perseguire più facilmente quelle teologali, altrimenti non si capisce come una fanciullina adolescente di stirpe ebraica sia potuta divenire la Regina dei Cieli. La cultura moderna è partita da questo per concludere con un paralogismo che se tutti (uomini e donne) hanno delle virtù, allora tutti devono avere le stesse virtù, da cui la femminilizzazione del maschio e la mascolinizzazione della femmina, che infine si trovano a coincidere nella mostruosità palese e sterile del transessuale. L’androgino, l’uomo di cultura, l’intellettuale, sono tutte figure mitiche e sinonimiche che ricorrono in ogni epoca di decadenza e preludono sempre alla conquista della civiltà decadente da parte di una più forte che ancora onora i costumi dei suoi padri antichi e li pratica come virtù; così è accaduto alla Grecia conquistata da Roma e a Roma conquistata dai barbari e così accadrà anche all’Europa in via di conquista…inutile chiedere da parte di chi!

 
 

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