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Archivi giornalieri: 5 marzo 2013

Roma locuta, causa finita

Nella sua storia la Barca di Pietro è passata attraverso tempeste e marosi anche peggiori dei presenti: scismi, eresie, rinunce papali (altre sei oltre a quella di Celestino V), esilii avignonesi, prigionie napoleoniche, persecuzioni fisiche e morali in odium fidei di ogni genere e forma. Le piaghe del Corpo mistico sono sempre aperte e -dice bene Pascal- Cristo è sulla croce fino alla fine del mondo, per questo anche se un Papa vi scendesse per debolezza o tentazione saremmo comunque assicurati contro il potere del maligno. Storicamente il clericalismo è stato il tentativo politico di assicurare l’autorità della Chiesa attraverso il potere del clero, oggi lo stesso clericalismo è utilizzato alla rovescia per abbassare o livellare la suddetta autorità alla condizione debole e umiliata dei pastori che tale Chiesa guidano, con il luciferico pretesto di purificarla e sanarla, senza ricordare che l’autorità della Chiesa è l’autorità di Cristo stesso, non dipende dalla santità o dalla fortezza degli ecclesiastici, per questo motivo “Roma locuta, causa finita”. Così sarà anche il Conclave prossimo venturo, nel quale come da sempre saranno i cardinali a votare un papabile ma sarà solo lo Spirito Santo ad eleggere un Papa.

 

Remota iustitia quid sunt regna nisi magna latrocinia?

Per Monti la proposta del Cavaliere di restituzione dell’IMU è un tentativo di corruzione, se prendessimo per buone le premesse del suo ragionamento dovremmo allora concludere che l’imposizione dell’IMU è stato un tentativo -peraltro riuscito- di estorsione? Dopotutto, senza giustizia cosa sono i regni se non grandi ladrocini (Agostino)? Ma giustizia è suum cuique tribuere, dare a ciascuno il suo (Tommaso), il che vuol dire che lo Stato che impone una tassa sulla casa dei suoi cittadini ritiene che tale casa sia infine una sua proprietà, dunque demanio pubblico e non proprietà privata. Ma da Aristotele in poi è stato acclarato che la casa è il fondamento della famiglia, l’oikos, e la famiglia fondamento della polis, non viceversa. E’ chiaro pertanto che qualsiasi governo che tassi la casa è un governo iniquo, anzi ingiusto, perché l’equità è solo la distribuzione simmetrica di un debito asimmetrico, tant’è vero che riecheggia nel nome terrificante di Equitalia, la giustizia invece è corrispondenza esatta e non trasferibile fra un debito e la sua compensazione. Forse che il cittadino comprando casa si prende un debito con lo Stato? Vorrebbe dire che la casa è un privilegio concesso dallo Stato e non una necessità naturale comune a uomini e animali: le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ogni creatura terrestre o celeste ha un suo luogo dove posare il capo, solo il Figlio dell’uomo ne è privo (cfr. Mt 8,18-20). Ora lo Stato, che per tutto il resto ci pesa come bestie agganciate all’aratro, sulla casa invece ha convenienza a considerarci come angeli, giudicandoci capaci di vivere senza una casa o in casa di altri…e come sempre chi prova a fare dell’uomo un angelo lo riduce ad una bestia.

(pubblicato dall’autore su Hyde Park Corner de Il Foglio.it, 04/02/13)