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Graecia capta ferum victorem non cepit

23 Mag

Aristotele ha insegnato che la famiglia è il fondamento giuridico dello stato (polis), e non lo stato il fondamento legale della famiglia. Anzi la famiglia è definita dallo Stagirita come casa (oikos), che non è come nella teoria economica moderna un bene accessorio e quindi tassabile bensì un carapace organico dell’uomo, nonchè il luogo dove vige l’oikonomia, che sta a quella come le leggi fisiche stanno alla natura. Se ne deduce che la famiglia è anche il fondamento economico dello stato, non viceversa. La lezione del filosofo greco ha illuminato e guidato la civiltà occidentale per quasi due millenni, e la sua obliterazione è stata la fonte di ogni aberrazione nazionalista e socialista di cui abbiamo memoria. La stessa Unione Europea nel vincolo della moneta unica è stata il prodotto di un paralogismo quantomai funesto, quello per cui si è presupposta una “famiglia europea” di fatto inesistente come fondamento primo e ragion sufficiente dell’Europa unificanda, il che spiega anche l’espunzione delle radici cristiane dalla sua costituzione, giacchè sarebbero assurte a fondamento del fondamento e il motore immobile sarebbe stato mosso. Ora la Grecia è di fronte a un bivio, ovvero recuperare l’insegnamento del “maestro di color che sanno” e ristabilire l’ordine naturale delle cose oppure accettare la resa incondizionata proposta dagli eurocrati, con tutte le conseguenze del caso. Il fatto però che quegli stessi eurocrati dicano che il destino dell’euro non è legato al destino della Grecia è indicativo del loro cupio dissolvi, Alessandro Magno grecizzò l’Oriente e Roma dopo aver conquistato la Grecia divenne greca perchè vide che essa era il compimento della civiltà, noi invece abbiamo voluto europeizzare la Grecia col nostro nichilismo imperiale ma tutto ciò che ne abbiamo ricavato è stato di affrettare la nostra disfatta, come re Serse. Merkel, Barroso, Schulz e ogni altro ducetto di Bruxelles dovrebbe andare a leggersi “I persiani” di Eschilo e iniziare a tremare.

(pubblicato dall’autore anche nella sezione Hyde Park Corner de Il Foglio.it, 23/05/12)

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2 risposte a “Graecia capta ferum victorem non cepit

  1. quellochenonhodetto

    11 ottobre 2012 at 03:47

    I professori di storia (quelli bravi) sperano di insegnare ai loro alunni di trovare lezioni come questa. Complimenti!

     

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