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Il sesso degli angeli

14 Set

L’Accademia delle Scienze Americana riporta oggi la tesi, risultato di una ricerca scientifica, che i maschi sarebbero naturalmente progettati per avere figli, e come prova di ciò ne sia che alla nascita di quest’ultimi i livelli di testosterone nel maschio si abbassano per consentire alla prole di essere accolta e accudita dal novello padre, che invece in precedenza era anche fisiologicamente incline all’aggressività e alla competizione, qualità inadatte alla progenitura. La biologia moderna ci dimostra quello che qualsiasi adolescente in tempesta ormonale può immediatamente capire, ovvero che il maschio è fatto per accoppiarsi con una femmina, la natura non può contraddire se stessa e per questo appronta i mezzi fisiologici affinchè il frutto della procreazione sia favorito al suo nascere e non vada perduto a cagione della ferinità dei procreanti. L’istinto materno e quello paterno sono comuni agli uomini e agli animali, non sono virtù etiche o dianoetiche, per questo è impossibile che non abbiano una base biologica (livelli di testosterone), e se non esistessero la vita tutta su questa terra non avrebbe mai oltrepassato Adamo ed Eva. A questa semplice considerazione scientifica sopraggiunge poi come avvoltoio sul morto la cultura moderna, democratica ed egualitaria, che non può concepire alcuna virtù e in ragione di questo femminilizza i costumi, ovvero indebolisce la vita in favore del benessere. La virtù è per definizione l’essenza di un vir, di un uomo, e come dice Aristotele è aristocratica (anche qualora a praticarla sia un plebeo), è cioè un metro di diseguaglianza fra gli uomini e per questo nei regimi democratici le sue varie forme sono schernite e sostituite dai loro contrari, che non sono virtù in quanto sono alla portata di chiunque, inclinazioni in discesa di anime vegetanti. In tal modo l’età moderna chiama bigottismo la devozione agli Dei e le sostituisce l’idolatria, chiama arroganza l’alterigia e la magnificenza e sostituisce loro l’abiezione e il cattivo gusto, chiama aggressività l’onore e gli sostituisce l’accidia e la viltà, e così via. Per gli antichi il contrario di ogni virtù era compendiato nell’animo femminile, non si concepiva una virtù che fosse pegno di femmina, il cristianesimo ha rovesciato questo assunto mostrando che se le virtù cardinali sorgono fiere dall’anima dell’uomo sono invece le donne a perseguire più facilmente quelle teologali, altrimenti non si capisce come una fanciullina adolescente di stirpe ebraica sia potuta divenire la Regina dei Cieli. La cultura moderna è partita da questo per concludere con un paralogismo che se tutti (uomini e donne) hanno delle virtù, allora tutti devono avere le stesse virtù, da cui la femminilizzazione del maschio e la mascolinizzazione della femmina, che infine si trovano a coincidere nella mostruosità palese e sterile del transessuale. L’androgino, l’uomo di cultura, l’intellettuale, sono tutte figure mitiche e sinonimiche che ricorrono in ogni epoca di decadenza e preludono sempre alla conquista della civiltà decadente da parte di una più forte che ancora onora i costumi dei suoi padri antichi e li pratica come virtù; così è accaduto alla Grecia conquistata da Roma e a Roma conquistata dai barbari e così accadrà anche all’Europa in via di conquista…inutile chiedere da parte di chi!

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