RSS

Archivi giornalieri: 12 luglio 2011

Il complesso di Medea

A Pisa una Medea abbandonata dal marito ha dato fuoco all’auto in cui si era rinserrata coi suoi due pargoli, i pompieri li hanno trovati stretti nell’abbraccio fatale della loro madre e assassina. Eventi come questo si ripetono uguali di anno in anno a formare la catena grondante sangue che tiene imprigionato il Tantalo secolare al fondale infero su cui impotente agonizza, lontano dai succosi frutti di pace e solidarietà vanamente promessi dal mondo; è occasione rara, soprattutto in età mediatica, che un poeta colga in fondo al pozzo nero della storia un fiore del male e gli doni lo spessore della tragedia. Di fronte a una siffatta notizia il moderno utente mediatico non si sente infatti forzato a meditare sulla morale di un popolo, sul destino personale e sulla giustizia di Dio, che non consiste nella prevenzione dei delitti ma nella loro retribuzione sub specie aeternitatis. L’estirpazione della discendenza per tema di vendetta è un delitto antichissimo riconducibile alla salvaguardia dell’onore personale, fiat iustitia et pereat mundus, il femminismo moderno ha finito per far sembrare lecito ciò davanti a cui anche il pagano antico atterriva. Il problema è che con l’avvento del cristianesimo il figlicidio non è più solo un’ingiustizia contro la natura ma è anche l’epitome del peccato mortale che trafigge come spada il cuore della Vergine dolorosa, la quale forse proprio in ragione di cotali abomini lacrima sangue sul mondo.

 
2 commenti

Pubblicato da su 12 luglio 2011 in Attualità

 

Tag: , , , , , , ,

“Zefiro torna, e ‘l bel tempo rimena” (F. Petrarca)

“Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai di dove viene e dove va: così è di chiunque è nato dallo Spirito” (Gv 3, 8).

Con un’analogia Gesù spiega a Nicodemo il principio di indeterminazione su cui si attestano in modi diversi la generazione divina e quella umana, la gravidanza di una donna è un’evidenza indiscutibile ma l’origine della  gravidanza non lo è, per questo gli antichi giuristi dicevano che mater semper certa est, pater numquam. Allo stesso modo il biologo e il medico possono attestare la nascita di un uomo ma non l’origine della sua vita, inattingibile per regressione deterministica e accessibile solo a condizione di ammettere un principio trascendente che informi di sè la materia cellulare stessa. L’Annunciazione segna la fioritura di un nuovo albero genetico, accanto a quello adamitico, che ha Dio non solo come origine (il che pertiene anche alla generazione umana) ma anche come seme, cioè come Spirito introdotto dall’angelo, e come frutto, cioè come Verbo accolto dalla Vergine nel suo grembo immacolato, che a differenza di ogni altro grembo materno ne ha permesso l’incarnazione. Così uno Zefiro carico dei semi arborei e floreali della sua Clori insemina la terra fertile dall’alba dei tempi anche senza l’ausilio o l’intervento dell’uomo. San Paolo citando un salmo insegna che Dio “fa i suoi angeli come venti e i suoi ministri come fiamma di fuoco” (Eb 1, 7), il che significa che chiunque porta Dio nel vento e nel fuoco della sua opera è ipso facto angelo e messo celeste.

 

Tag: , , , , ,